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Canone Rai in bolletta. Attenti al boomerang

Per dare una mano a una Rai in bolletta (nel senso dei bilanci in rosso un po’ per l’evasione del prelievo è molto per problemi di gestione) la trovata è stata quella del canone in bolletta, nel senso del prelievo pro-Rai disposto automaticamente nelle bollette elettriche. Ai più era parsa sin dall’inizio un’idea pasticciata. Tant’è che in un primo momento la trovata era stata accantonata. Poi è risorta ed è diventata realtà. Manca poco più di un trimestre alla prova sul campo e tutte ma proprio tutte le previsioni dicono che sarà appunto un pasticcio infernale.

Mettiamo che non sia così. Che la trovata possa essere gestita. Che le anomalie nella giusta attribuzione del prelievo possano, non si sa come, essere risolte. Che le amministrazioni preposte indichino davvero con sufficiente precisione che titolare di una prima casa e quindi deve sottoporsi al canone e quali sono invece le bollette elettriche da esonerare. Mettiamo che non debba nascere il prevedibile gigantesco contenzioso tipico dell’italiana burocrazia. Mettiamo che venga smentita, appunto sul campo, la considerazione più logica: come si può mai pensare che siccome non si riesce a gestire un normale prelievo parafiscale con i normali e tutto sommato semplici mezzi usati finora, si riesca invece a gestire con una procedura più complicata, più densa di incognite e trabocchetti?

Una cosa è certa: tra complicati sistemi di controllo è attribuzione che devono essere messi in atto, procedure parallele che dovranno essere studiate ad esempio per le isole minori che non hanno sistemi elettrici interconnessi alla rete nazionale sottoposti alle regole generali e dunque il canone in bolletta non si può applicare, meccanismi comunque complessi e comunque assai onerosi da mettere in campo sia negli strumenti di amministrazione che in quelli di controllo, alla fine l’idea del canone in bolletta avrà un costo non lieve per la collettività.

Buone soluzioni alternative? Probabilmente esistono. Con un semplice incrocio mirato tra la platea dei pagatori del Canone Rai e gli archivi telematici dell’Agenzia delle entrate (solo una delle procedure che dovranno essere messe comunque in atto per gestire il nuovo canone in bolletta) è davvero impossibile scovare gli attuali evasori del canone? E non basterebbero dei semplici controlli straordinari a campione, con la previsione di significative sanzioni a fronte di una sanatoria straordinaria, per indurre gran parte degli evasori a regolarizzare?

Sta di fatto che si è scelto, pare definitivamente, il canone in bolletta. Sarà comunque un buon affare? I motivi per dubitarne ci sono tutti. Speriamo davvero di sbagliarci. Perché se le più fosche e generalizzate previsioni si avverassero e la trovata dovesse effettivamente produrre l’ennesimo aggrovigliato pasticcio all’italiana il risultato sarebbe inquietante: uno sconforto aggiuntivo per chi continua a sperare che l’intreccio tra politica e italica burocrazia possa iniziare davvero a produrre qualcosa di migliore.