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Roma e quel miliardo gettato al vento

I corruttori e corrotti, a Roma, si assicurano un regalo davvero speciale. A spese di tutti noi, naturalmente. Si mettono in tasca ogni anno ciò che servirebbe per risolvere in un sol colpo molti dei problemi che affliggono i cittadini della capitale: la nettezza urbana in dissesto, oppure lo slalom tra le buche assassine, o anche il degrado del verde. Problemi che derivano dalla mala gestione, ma che potrebbero essere più facilmente affrontati spendendo la bella somma attribuibile ogni anno, appunto, alla corruzione. La somma, o per meglio dire il frutto della rapina del malaffare, è stata appena resa pubblica dal vicesindaco Daniele Frongia in un’intervista alla radio. Ben seicento milioni di euro ogni anno, valuta Frongia. Che evidentemente si sarà ben documentato. Proviamo allora a fare una piccola proiezione, mettendo insieme solo qualcuno dei cancri economico- amministrativi che affliggono la capitale: alla la stima economica della corruzione aggiungiamo i danni della cosiddetta affittopoli, ovvero i canoni di locazione non riscossi (perché non aggiornati da decenni, per evasione non perseguita, o chissà perchè) che dovrebbero entrare nelle casse del Comune per gli immobili di sua proprietà concessi in uso ai privati e alle associazioni: un mancato introito di almeno i 4,5 milioni ogni anno, per un buco cumulato di almeno 350 milioni, secondo le valutazioni ufficiali della Corte dei Conti. E poi l’evasione dei biglietti dei trasporti pubblici, l’opacità dei canoni demaniali. Ecco la bellezza di almeno un miliardo l’anno. Come a dire che se si ponesse rimedio solo a qualcuno dei conclamati capitoli del mix di malaffare e cattiva amministrazione Roma potrebbe rientrare in 12 anni dal suo debito storico totale fin qui accumulato. Oppure, con un approccio realisticamente più sano e consapevole, potrebbe consegnare al nuovo fantomatico (perché ancora non si riesce a trovare qualcuno che sia in grado o che voglia prendersene la responsabilità) assessore al bilancio una poderosa carta da giocare per avviare davvero un mix di interventi di rientro del debito a lungo termine e di investimenti di risanamento della sgangheratissima Capitale d’Italia.

  • Leonardo |

    Partendo dal presupposto che la mia non e’ una provocazione, un’idea io l’avrei.
    In televisione spopola una trasmissione dove delle telecamere spiano per 24 ore delle persone che hanno firmato un contratto affinche’ rendano pubbliche le loro vite, mediante filmati e registrazioni acustiche. Se ogni cittadino che volesse entrare nella giostra della politica firmasse lo stesso contratto probabilmente costringeremmo tutti a guardarsi bene dal fare manovre strane con soldi pubblici.
    La mia non e’ provocazione ma voi direte utopia si…

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