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Auto elettrica, non più prigioniera in città

Cercasi pionieri dell’auto elettrica, nel senso che dovranno essere disponibili a spingersi al di là dei confini urbani. Offresi la prima concreta disponibilità di arrivare a destinazione, e per giunta senza troppi patemi d’animo. La novità sta nelle prime 30 colonnine di ricarica disseminate nella tratta Roma Milano, a portata di autostrada. A portata, si badi bene. E non “lungo” l’autostrada, per ora. Giustificazione: le attrezzature di ricarica potranno così servire anche coloro che abitano nei territori circostanti e che vorranno fare, appunto, da pionieri della mobilità pulita. Il progetto ha una certa coerenza. Si deve un po’ al nostro governo che ha messo in campo qualche facilitazione qualche incentivo, molto alla comunità europea che ha finanziato un programma transnazionale, moltissimo al nostro ex monopolista elettrico, l’Enel, che crede davvero tanto nell’operazione. Chi vuole intanto traghettarsi tra la capitale e Milano con l’auto elettrica può contare su un punto di ricarica ogni 60 km, a patto di fare il sacrificio (per ora, finché la rete propagherà) di uscire dall’autostrada, agganciarsi alla spina e aspettare un po’. Poco, per la verità: l’Enel ha infatti sfoderato tecnologia disponibile, con colonnine a ricarica rapida che consentono di fare il pieno (così si promette) in una ventina di minuti. Immaginiamo che qualcuno possa essere davvero contento: non solo chi vorrà utilizzare la sinergia naturale con l’apertura di negozi e centri commerciali, ma anche chi vorrà dare un nuovo impulso alla sua tradizionale attività. Magari il ristoratore, con servizi su misura (“menu 20 minuti” e, chissà, una navetta gratuita colonnina-ristorante, naturalmente elettrica). Il mondo che verrà ci piace. Specie se è pulito.