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La MotoGp elettrica? Prove ufficiali di “smart city”

Un soffio, un vento sibilante. Travestito da motocicletta da corsa. Gli artefici sono tutti italiani. E badate bene: non è solo il debutto della moto elettrica nel campionato mondiale quello appena annunciato dall’Enel, che di elettricità occupa da sempre, e dalla italianissima Energica, che nelle moto elettriche ad alte prestazioni si è guadagnato la pole position mondiale. Si parte con la FIM MotoE World Cup. All’inizio in Europa, poi nel mondo. Il via nel 2019 con un campionato sperimentale che si svolgerà nelle pieghe della tradizionale Moto GP. Ma nel debutto c’è ben altro. Sarà anche qui, come già accade nel campionato mondiale dell’auto elettrica che funziona da qualche anno, la prova generale di un mondo che verrà. Un grande laboratorio delle cosiddette smart grids e smart cities. Insomma, della nuova integrazione supertecnologica tra produzione di energia rinnovabile, il suo uso, la diffusione integrata (case, industria, mobilità), le meravigliose prospettive di scambio di energia verde tra reti e comunità, perfino e forse soprattutto tra utenti che la usano, la conservano, la trasportano (l’auto elettrica che fa da batteria itinerante), la scambiano con la rete come fossero essi stessi dei preziosi polmoni vitali per l’equilibrio del futuro sistema elettrico pulito.

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La moto messa in pista da Energica con pochi sapienti interventi sul modello stradale è perfino bella, una bandiera di stile italiano. Ma questo conta poco rispetto ai suoi contenuti, soprattutto quelli prospettici. Ci ha messo la faccia un nostro campione mondiale delle corse in moto: Loris Capirossi. A coccolare lui e la creatura di Energica c’erano, a Roma, tutti protagonisti della sfida: i capi dell’Enel, della Federazione motociclistica internazionale, della Dorna, il colosso dell’organizzazione delle gare a due ruote.

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È lecito sognare. Gli appassionati, quelli della moto ma soprattutto quelli delle nuove città intelligenti e pulite, si aspettano anche dalle MotoGp elettriche quel che sta accadendo con le cugine a quattro ruote: gare dedicate solo a loro, in spazi solo loro. Ovvero mini ”smart cities” allestite all’occorrenza, capaci di fare da laboratorio, direttamente all’interno delle città di oggi. Una palestra del mondo che verrà. Con la sua elettricità generata da fonti rinnovabili con stazioni di ricarica magari aperte al pubblico. E tanta integrazione con tablet, pc, app per mettere direttamente in rete” il pubblico e la gara. Poco rumore, nessun inquinamento, tanta passione. E chissà: magari sarà anche un grande e graditissimo business.